La Confraternita di San Bernardino

In forme barocche, fu costruita nel 1768, quasi certamente sul sito di una precedente chiesetta con la stessa dedicazione che la visita, nel 1585, del vescovo d’Asti, Monsignor Scarampi, definisce di «antica erezione.
 
Completamente restaurato dal comune nel 1995, l'edificio è un esempio di leggero ed equilibrato barocco piemontese. La facciata, incompiuta nella parte superiore, mossa da lesene e ripartita in due ordini, è interamente lasciata a mattoni a vista e segue l’andamento ottagonale dell’interno. Splendido è il portale barocco decorato da formelle finemente intagliate. L’aula è a pianta ottagonale sormontata da una cupola ellittica, affrescata. La decorazione interna si può riferire a due campagne decorative: la prima, comprendente la raffigurazione degli Evangelisti nei quattro pennacchi e simboli eucaristici nel catino, risale al 1846, come testimonia una cartella dipinta; la seconda, relativa a finti marmi, decorazioni, ancona e tinteggiatura, dovrebbe collocarsi nel 1906 ad opera del pittore albese Fedele Finati.

Gli stucchi settecenteschi delle volte sono di ottima fattura e finemente lavorati. All’interno troviamo tre altari: il maggiore in muratura, i due laterali in legno scolpito. Essi sono ornati da preziosi dipinti.

La pala dell’altare maggiore raffigura la Madonna col Bambino, S. Elisabetta d’Ungheria e S. Bernardino da Siena ed è attribuita ad un pittore piemontese della seconda metà del sec. XVIII. Sugli altari laterali trovano posto due opere attribuite al pittore braidese Pietro Paolo Operti: la tela con i Santi Giuseppe, Alessandro, Giacomo e Filippo in adorazione del Bambino a sinistra e quella di S. Vincenzo Ferreri a destra. Le tre tele sono state restaurate nel 1999 con l'intervento del Comune, della Parrocchia dello Spirito Santo e della Banca di Credito Cooperativo di Benevagienna.

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La Confraternita di Sommariva Perno, sede dei Disciplinanti, è dedicata a S. Bernardino da Siena (1380-1444), sacerdote dell’Ordine francescano che percorse l’Italia predicando con grande fervore, penitenza e povertà. Lo caratterizzava un particolare emblema, il trigramma del nome di Gesù, l’IHS, racchiuso in un sole raggiante, allusione alla luce divina e all’irradiarsi della Carità

È significativo come l’oratorio della Confraternita fosse l’unico edificio religioso, assieme alla parrocchiale, ad aver sede all’interno della “villa”.

A Sommariva la Confraternita di S. Bernardino è documentata dal 1487, quando sostituisce, come spesso accadeva, la Confreria del Santo Spirito. I confratelli si radunavano nel sacro edificio per recitare nei giorni di festa l’Ufficio della Beata Vergine e partecipavano a processioni e sepolture portando le insegne con l’effigie del santo, indossando il tipico saio bianco stretto in vita da un cordone.

Lo scopo più importante della Confraternita dei Disciplinanti era l'esercizio della carità cristiana in tutte le situazioni di umana sofferenza e di indigenza: assistenza agli ammalati con particolare riguardo a quelli soli al mondo; aiuto economico ai più miseri specialmente alle vedove con figli a carico.

La vita spirituale della Confraternita era intensa: numerose le celebrazioni di sante Messe, gli incontri di preghiera, la recita di salmi penitenziali. Fino agli anni '60 del secolo scorso la chiesa era officiata e vi avveniva regolarmente la “posa” dei defunti provenienti da fuori concentrico. Il sacerdote veniva a prelevare il defunto e, con le Compagnie (Umiliate e Figlie di Maria) in processione, lo accompagnava nella vicina chiesa parrocchiale per il funerale

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Abiti delle Umiliate e delle Figlie di MariaLa chiesa fu anche la sede della Compagnia di S. Elisabetta. Le consorelle, maritate o vedove, erano dette “Umiliate” e vestivano un saio giallo. Le “Umiliate” avevano assunto come patrona S. Elisabetta d’Ungheria, moglie e poi vedova di Ludovico Langravio (principe) d’Assia e Turingia, in quanto rappresentava un modello di virtù per le donne, sia coniugate, sia vedove.

La Compagnia di S. Elisabetta celebrava la festa il 19 novembre, nella propria chiesa, in modo solenne. Le Umiliate allestivano le funzioni sacre ed accompagnavano le sepolture insieme alla Compagnie delle Figlie di Maria, di S. Luigi Gonzaga, detta dei Luigini e dei Disciplinanti.

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